DELLA COMPOSIZIONE DEL MONDO

quaestio de aqua et de terra

Non al denaro, non all’amore, ma al sesso 31 luglio 2010

Filed under: love — measumma @ 10:22 pm
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 L’interesse di S era troppo pressante, avevo bisogno di starle lontano ogni tanto, fino a desiderarla di nuovo – ora so che ciò accade quando non si è innamorati pienamente – ; non volevo lasciarla, contavo sul fatto che lei mi avrebbe voluto comunque… Avevo anche in mente situazioni meno amorose e più eccitanti. Avevo buttato via una grande occasione  un anno prima e sembrava ci fossero margini per una rimpatriata con la “seconda F”, la cosa mi intrigava parecchio e interferiva nella mia relazione con S.
 L’antivigilia di Natale andai al cinema con F, mi aveva mandato dei segnali incoraggianti e la nostra vicinanza in poco tempo si trasformò in malcelato petting. Dopo i primi contatti e carezze insinuanti, la situazione divenne piuttosto hard, la mia mano raggiunse il suo sesso e lei non rifiutò il contatto, lo accettava e ne traeva piacere; ogni tanto le sfuggiva un pericoloso inequivocabile gemito che tradiva la sua nonchalance. Era bagnata, non eravamo soli e la cosa non passò inosservata, ma il forte desiderio si accompagnava a pari incoscienza. A tratti la corteggiavo, le chiedevo di metterci insieme, lei mostrava un certo interesse, ma non era più cotta come prima, pensava ad altro. Era difficile accettare una situazione simile: ora che la volevo io, lei nicchiava… ma lasciava spazi di ambiguità, perciò continuai a coltivare speranze.
 L’occasione buona avrebbe potuto verificarsi il giorno dopo, alla festa della notte di Natale, dove avremmo dovuto essere entrambi, ma passai la serata a ballare con una sua amica che ancheggiava sensualmente, e con altre, ma sempre in attesa di lei. Arrivò tardi, ballò con me una sola volta, fu una mezza delusione. Poteva sapere di me e S?
Il giorno di Natale non la vidi… le danze erano altrove e non furono così interessanti.
 D’estate avevo preso la patente, ero poco pratico, tre giorni dopo Natale guidai per la prima volta al di fuori della scuola guida, passai nel paese di S ma vidi solo la sorella… Vi tornai nel pomeriggio, non ero solo, temporeggiai, ma di lei nessuna traccia; alle sedici, mentre stavo per andar via, la vidi in bicicletta, in jeans, senza trucco… mi parve di non averla mai vista così bella…
Parlammo un po’ in disparte, tanta voglia di baciarci, ma eravamo in mezzo alla strada, osservati. Un sorriso persistente sulla sua bocca, ma ebbe modo di dirmi di essere stizzita perché non ero andato da lei per Natale. Mi turbai un po’, promisi che sarei venuto per capodanno, ma nel suo riso colsi un fondo di delusione e grazie al cielo non sapeva altro… almeno credo…
Due giorni dopo – e mi fa pensare il modo in cui viaggiavano le notizie allora, senza telefonini – venni avvertito che sarebbe passata a trovarmi. Uscii per incontrarla nel primo pomeriggio, ed eccola… me la trovai davanti; la portai a casa, nella mia camera, parlammo, ascoltammo musica e finalmente ci baciammo, e ancora e ancora, sul mio letto consumammo una calda pomiciata… Un’oretta dopo uscimmo, passeggiammo in centro, mi abbracciava, faceva la fidanzata e io registrai un minimo di imbarazzo.
Lei era contenta, io cercai di potarla fuori dal centro dell’attenzione, verso la stazione; appena soli ci baciammo, si era fatto buio, raggiungemmo un posto solitario e nascosto e qui riprendemmo un impetuoso amoreggiare: le mie mani vagavano dal suo seno al sesso, lei sospirava eccitata, carezzava il mio organo, ma dopo un po’ mi disse di aver paura del buio e di quel posto e andammo via guardinghi.
Andammo al cinema insieme, ogni tanto ci baciavamo… pensava che io potessi portarla a casa a cena, ma viaggiavamo ancora una volta su lunghezze d’onda differenti, feci un po’ fatica a spiegare che non era possibile; lei cercava il fidanzamento e in realtà qualcuno in seguito mi chiese se lo era, ma avevo solo diciannove anni e specie in questo caso lo percepivo, mi sentivo piccolo. Erano le venti, ci demmo appuntamento al giorno dopo con un bacio.
La andai a trovare nel pomeriggio… si fece viva solo alle 17,30 mentre era in giro per commissioni… passeggiammo, parlammo, cercò di convincermi a tornare di sera, le danze si sarebbero aperte alle 22, era l’ultimo dell’anno. Ero scettico sulla possibilità di tornare. Cercò di convincere i miei amici a riportarmi la sera, ma non ottenne alcuna garanzia e soprattutto io non ne avevo voglia. S cominciò ad inquietarsi per alcune allusioni dei miei amici, c’erano momenti in cui non mi attraeva e mi passava per la testa di lasciarla.
Più tardi ci isolammo, raggiungemmo l’uscita del paese, sentivo la sua voglia e la baciai… Ebbi come l’impressione che percepisse il mio stato d’animo… in questi casi lasciava perdere la prudenza, ci ritrovammo al buio e non accennava a tornare indietro. Baciandola di nuovo mi venne tanta voglia di lei. Ci nascondemmo dietro i rami di un albero e forse realizziamo la sflanellata più spinta del nostro rapporto, carezzai la sua pelle, il seno, il sesso, la baciai ovunque, mentre il mio organo premeva ritmicamente contro il suo, le mie mani raggiunsero le sue natiche ed fu una fortissima emozione, pelle di velluto… Amarci fece bene ad entrambi, ci salutammo contenti alle venti.
Quella sera, l’inizio del nuovo anno, lo trascorsi con delle amiche, con qualche discorso esistenziale… andai a dormire alla quattro del mattino.
Per l’Epifania i miei amici andarono al paese di S… io no, mi riferirono che lei era incazzata nera. Nelle settimane successive riprendemmo a scriverci.
Era il primo giorno di primavera, salivo gli ultimi gradini delle scale verso l’aula 12, ove alloggiava la quinta C… Alzai lo sguardo e vidi S, fui sorpreso… lei sorrise contenta, bella, ma come ho già detto avevo in mente altro, non capivo se ero contento o no… Ero comunque imbarazzato: lei entrava a scuola con una disinvoltura incredibile e nessuno aveva nulla da ridire (a me invece un bidello mi inseguì per le scale solo perché entrai in ritardo). La salutai, mi chiese perché fossi in ritardo e notò che avevo in mano un volantino… mi congedai presto, prima che qualcuno avesse da obiettare e le chiesi di tornare alle undici, durante la pausa per la ricreazione.
Paradossalmente i compagni di classe mi fecero i complimenti, S aveva fatto colpo… ma non sapevano le mie intenzioni… in classe riflettei sul caso di dirle che era finita, avevo paura della sua reazione, non volevo farle del male.
Alle undici la portai fuori, girammo intorno all’isolato nella direzione di Piazza Gramsci, la abbracciai, ero attratto fisicamente da lei, ma lei voleva qualcosa che non mi sentivo di fare, voleva legarmi.
Riflettendoci oggi, penso a quanto sia bizzarro il fatto che dopo di lei e per diversi anni, abbia cambiato tante ragazze, volendo legarmi, ma senza riuscirci…
Ciò che mi allontanava da lei era il suo modo di pensare, avevamo ben poco in comune.
Lei era disinvolta, parlava come se tra noi andasse tutto bene, ci baciammo più volte… non sapevo come fare…
Interruppi il suo discorso e le chiesi se fosse innamorata di me, lei rispose che non era una novità e mi rivolse la stessa domanda, io dissi “Non lo so”, ed era più un “no”. Lei non si stupì, non reagì e mi sorprese, sembrava di ghiaccio, non faceva trapelare alcuna emozione… Continuammo a baciarci e a parlare in una sorta di situazione surreale, e tale mi appare oggi anche il fatto che le dissi di non potere uscire nel pomeriggio avendo da studiare.
In mano avevo il volantino che contestava il prezzo per il concerto della PFM, non commentò. Parlavamo e ci baciavamo… dopo quanto le avevo detto, mi sorprendeva che si lasciasse baciare…
“Cosa penseresti se ti dicessi che sono innamorato di un’altra?”
“Sei libero…”
“Ti dispiace quanto ti ho detto?”
“Me lo aspettavo”… intanto eravamo all’incrocio con via Dante
“Sono innamorato di I”
Rimase paurosamente impassibile… tornammo a scuola…
“Mi dispiace…” Non rispose. “Scrivimi…”
Ci salutammo baciandoci…
Poteva essere un epilogo accettabile, ma ci fu una coda.
Due giorni dopo, ora di ricreazione, situazione già vissuta. Arrivò il bidello e mi disse che ero desiderato (sic!). Pensai a lei… ed era lei.
Ci salutammo, uscimmo, ci abbracciammo… Aveva degli occhiali scuri… era stata dall’oculista…
Facemmo lo stesso giro di due giorni prima. Parlammo, ne ero attratto, la baciai. Non disse niente…
“Sei stato al concerto?”
“Si”, e continuammo a baciarci…
“Perchè mi baci se non sei innamorato di me?”
“Sei stata la mia ragazza, no?” … in realtà non sapevo che dire
“Si, ma ora non sono più la tua ragazza”
“Anche tra amici ci si bacia” …ma quando?! Infatti non era d’accordo, ma io confermai banalmente come per dire che la pensavo così… lei accettava i baci.
“So bene che appena I ti vedrà ti butterà le braccia al collo”. Trasferiva su I il suo amore per me… come se tutte le donne dovessero provare i suoi stessi sentimenti.
Pensava e rideva mentre tornavamo indietro dal liceo Michelangelo.
“Mi stai prendendo in giro?” domandai. La risposta fu ipocrita e aveva sapore di rivincita.
“Ti sto prendendo in giro da molto, non te ne sei accorto?”
Questa improvvisa caduta di stile me la fece apparire spiacevole e risposi bruscamente per chiudere il discorso.
“Beh, non mi interessa!”
Lei questa volta incassò e si vide; non volevo, ma mi ci aveva portato con la sua reazione.
“Verrai a trovarmi? Mi scriverai?” chiese.
“Può darsi, scrivi tu! Ti scriverò una cartolina da Firenze”. Si era alla vigilia del viaggio di istruzione del quinto anno.
Ci baciammo per salutarci e mi strinse forte. Quella frase forse era solo un maldestro tentativo di scuotermi, come per provarle tutte affinché tornassi con lei, ma io volevo essere libero.
Credo di non averla più vista da allora, semplicemente non è capitato. Qualche tempo dopo si è fidanzata e sposata… Ha serbato un po’ di rancore nei miei confronti, visto che ha sparso la voce di avermi lasciato lei perché io “pensavo solo alla politica”. Ma ci sta, ne sorrisi…
Non mi sarebbe dispiaciuto rivederla… e tornato libero, ho già confessato di aver pensato a lei con rimpianto.
Si ascoltava: Sulle corde di Aries – Franco Battiato, Jesus Christ superstar – AA.VV., Brain salad surgery – E.L.P., Contaminazione – Rovescio della medaglia, Orfeo 9 – Tito Schipa jr., Essenza – Claudio Rocchi, Selling England by the pound – Genesis, Abbiamo tutti un blues da piangere – Perigeo, Earth – Vangelis O. Papathanassiou, Io sono nato libero – Banco mutuo soccorso.
(XX – 23.3)

 

 
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