Durante il rapporto con S si manifestò fortemente la necessità di stare con una ragazza che condividesse le mie idee, il mio impegno, il mio modo di pensare… In assenza di questo, anche una ragazza oggettivamente carina e con un bel corpo, non riusciva a soddisfarmi e tanto meno a farmi innamorare. Eppure S mi piaceva… mi attraeva fisicamente e spesso mi faceva tenerezza.
Dopo qualche mese che stavamo insieme sentii dunque il bisogno di cercare nuovi spazi, di soddisfare le mie passioni.
Il pretesto per la prima fuga fu la venuta a Cagliari di Dario Fo. Aveva fatto uno spettacolo contro il golpe in Cile e l’assassinio di Allende, “Guerra di popolo in Cile”, con Franca Rame e il Collettivo la Comune e lo stava portando in giro per finanziare la resistenza cilena. La prima in Sardegna era stata a Nuoro, poi a Sassari c’era stato casino e Dario Fo addirittura arrestato per “resistenza a pubblico ufficiale”, tanto che la giornata a Cagliari restò in dubbio fino alla fine.
Avevo preso il biglietto con largo anticipo, era il n.19624, e avevo anche preparato S al fatto che quel week-end non sarei andato da lei, adducendo altri motivi… poi probabilmente glieli scrissi per lettera.
La vigilia fu piuttosto movimentata e tesa, l’università, specie la facoltà di Lettere che frequentavo costantemente, sul piede di guerra…
Accadde che Dario Fo e gli altri attori impedirono l’ingresso della polizia al teatro di Sassari, considerato da loro locale pubblico, dunque soggetto a controllo; il blocco venne considerato resistenza e violenza e Dario Fo fu arrestato. La mobilitazione fu immediata e dopo 18 ore l’attore poté lasciare il carcere, in libertà provvisoria (sic!).
In seguito al fermo, evidentemente illegale e che ebbe rilievo nazionale, il Prefetto di Sassari fu rimosso d’urgenza.
Dario Fo era stato buon profeta, perché nello spettacolo è simulata l’irruzione della polizia e altre situazioni da golpe… il cosiddetto incidente scenico che il pubblico non si aspetta e pensa sia realtà… A Cagliari non si fece perché il pubblico conscio dei fatti di Sassari, avrebbe potuto reagire in modo incontrollato e imprevedibile, ci venne raccontato…
Dunque la situazione era tesa… tra l’altro dove abitavo quell’anno c’era un carabiniere, che quando uscii capì benissimo dove stavo andando…
Arrivai al teatro Massimo alle 19,20. Fuori vi era uno schieramento di polizia e celerini, prima di entrare passai attraverso controlli vari e mi trovai inavvertitamente in galleria. Da lì individuai i miei compagni, cercai di scendere ma non mi fecero passare, ebbi via libera solo verso le 20.
L’atmosfera era ottima, comunitaria, il teatro era zeppo, circa tremila persone. Dario Fo apparve per primo, per salutare e raccontò le vicissitudini di Sassari, quasi un pezzo di teatro, puro spettacolo, il dramma, fatti grotteschi, la liberazione e i bei episodi del dopo, la solidarietà dei compagni.
Lo spettacolo iniziò alle 21,15 con la drammatizzazione del golpe cileno, la rievocazione degli ultimi momenti di Allende, della radio del MIR e altri avvenimenti di quelle ore, inframmezzati da canzoni di lotta, battute improvvisate, pezzi di complemento, come quello sulla DC cileno/italiana, il monologo di “Mamma Togni” di Franca Rame, “la macchina americana” e da Mistero buffo, il monologo di Bonifacio VIII. Lo spettacolo ospitò canzoni del teatro “Scena”, interventi del Movimento studentesco, del Collettivo de Is Mirrionis, del Teatro quartiere e il Canzoniere della Lega del vento rosso del P.C. Marxista leninista…
Si terminò all’una, all’uscita di “forze dell’ordine” nessuna traccia…
Si ascoltava: Six – Soft machine, In a glass house – Gentle giant, Fede, speranza, carità – JET, Sud – Mario Schiano, Il giorno aveva cinque teste – Lucio Dalla, Jesus Christ superstar – AA.VV., Orfeo 9 – Tito Schipa j., Odissea (omonimo), Dedalus (omonimo), Time of change – Trip.
(XIX – 10.11)




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