DELLA COMPOSIZIONE DEL MONDO

quaestio de aqua et de terra

AnNunziAzione 31 Luglio 2009

Archiviato in: love — measumma @ 9:48 pm
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Tra le avventure cagliaritane e del suo hinterland si inserisce la seguente, del profondo centro, in occasione della chiusura delle scuole per le elezioni politiche, coincidenti con la morte dell’anarchico Franco Serantini, vent’anni, pisano, pestato a morte e incarcerato due giorni prima dalla celere, durante la manifestazione contro il comizio di un esponente fascista.

Dell’avvenimento sarei stato pienamente cosciente negli anni immediatamente successivi, in quel momento avevo in testa altro.

Quel giorno fu molto particolare e me ne accorgo solo ora, rivivendolo con la cognizione precisa di tutti i fatti successivi.

Usavamo ritirarci per suonare sotto un ponte; probabilmente non è là che ci raggiunse la mia amica C quella mattina, ma al momento non riesco a decifrare AUC, il posto misteriosamente indicato nel diario. Aveva con se due compagne degli studi d’arte con le quali mi trascinò a casa sua, avendole chiesto di registrare “Je t’aime…moi non plus”. Fu così che conobbi Tata, con cui prevalentemente familiarizzai. Non capisco perché avessi con me il diario, tuttavia me lo prese e con la partecipazione di C, lo pasticciò con dei messaggi rimasti indecifrati…

Alle 15, colpo di scena, mi chiamò al telefono il mio amore lontano, lontanissimo… ma la voce era vicina, reale, dolce, l’emozione mi bloccò, riuscii ad emettere qualche banale monosillabo, non essendo solo. La sua voce era invece ferma, decisa, comprese e mi salutò. Il mio stato d’animo era tra lo sconvolto e il rammaricato… le scrissi. Questo stato di cose, questa frustrazione, mi spinsero ancora più decisamente verso l’evasione, verso qualcosa che mi distogliesse da pensieri altrimenti strazianti.

La sera rividi Tata, sedemmo accanto al cinema, pensieri che andavano oltre lo schermo… e fuori l’abbraccio, il contatto dei nostri corpi, baci sulle gote che ne lasciano desiderare altri più ardenti, al momento respinti…

La confusione dei miei sensi, il giorno dopo, venne interrotta dalla telefonata di C che mi invitava a casa sua. Pomeriggio, ore 16, entrai nel soggiorno, oscurato… Ebbi bisogno di qualche secondo per vedere Tata, davanti a me sul divano, mi guardava… “dall’alto ti vedo meglio” dissi, poi l’abbracciai e si fece delicatamente baciare… amoreggiammo per tre ore, incuranti di ciò che accadeva intorno.

Dolci e lunghi baci, delicate carezze, lasciarono il posto a contatti sempre più spinti e passionali, sulla sua pelle delicata e il bel seno, che presto fu pasto per la mia bocca. Vivemmo tutto il vivibile in quelle ore, compresi giochi con il fumo, carezze ardite, amplessi… mi fermò solo quando cercai di entrare nel suo sesso… Lei aveva 15 anni e io 17…

All’imbrunire, sazi, uscimmo e la sera ci salutammo con un bacio.

…Il mio amore lontano ebbe forse un presagio, ne ero turbato… anche Tata mi dava da pensare…

Sarebbe dovuta partire la mattina dopo, invece c’era ancora, con L… il cui ruolo il giorno prima era stato di incitarla a scopare con me. In realtà, in un primo tempo, anche Tata esortò lei… Un codice cavalleresco femminile? un ragazzo in due? Qualcosa non andava, ci si carezzò, ma al momento di salutarci non volle baciarmi. Tuttavia non partì…

Era già il 10 maggio, C mi chiamò alle 14. Le raggiunsi nella vecchia piazza G e ci dirigemmo verso M. Ad un tratto C e L ci lasciarono soli dicendo di non voler regger la candela. Un attimo dopo la mia bocca era su quella di Tata, ci appartammo in piena campagna. I suoi baci erano ormai a mia misura, dolci, pieni, maturi, delicati, mi sfiorò il pensiero della mia maestra… Entrambi ne avevamo voglia, tornammo a casa di C bacio dopo bacio…

Questa volta dovevano partire davvero… C e L non erano rientrate, corse a cercarle…

Ho sempre rispettato A (il suo vero nome) o N (il diminutivo) e il ricordo di lei; non lo era da altri. Non so perché non ci rivedemmo più, fu una forte passione, fu una delle iniziatrici del mistero femminile irrisolto che ancora vive in me e che non cessa di rinnovarsi con manifestazioni più o meno inquietanti.

La sua presenza però incombette per diversi anni: ebbi un’altra ragazza di M che me la segnalò alcune volte accanto a noi, vedevo spesso L  e diversi compagni/e di là furono dei nostri…

La penso com’era allora… ciao dolce Tata…

(XVIII – 8.5) 

nuzia da te.

 

One Response to “AnNunziAzione”

  1. Ciao, sono arrivata qui sulle note di Je t’aime moi non plus e mi sono persa nelle tue parole. Abbiamo appena inaugurato uno spazio, il blog della trasmissione Il posto del cuore di Radio Città Fujiko. Si parla di eros, si condividono le storie. E quello che ho letto mi dice che ricevere un tuo commento, un tuo pensiero o lo stralcio di un tuo scritto sarebbe bello, interessante e forse l’inizio di un piacevole scambio. Vienici a trovare, aiutaci a crescere. http://mattatoio23.blogspot.com/


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