DELLA COMPOSIZIONE DEL MONDO

quaestio de aqua et de terra

Quel gran pezzo della Lya… 31 Maggio 2009

Archiviato in: love — measumma @ 10:44 pm
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Per conoscere delle ragazze, sebbene fosse più difficile, raramente ho agito con un socio; nonostante fossi stato poco adùso, mi ero reso conto subito, anche con esperienze più o meno platoniche, che l’amico maschio in presenza di una donna diventa il tuo peggior nemico e usa tutte le scorrettezze possibili per “fregartela”… questa diffidenza nata in età adolescenziale, ha sempre trovato riscontri, fino alla mia decisione che i maschi potevano anche andarsene a fanculo.

Dunque la maggior parte delle volte sono stato battitore libero e mi sono sempre circondato di amicizie femminili.

Negli anni dell’alta adolescenza (alla stregua di un periodo storico, ndr) ho avuto tante difficoltà a quagliare: carezze rubate, poi conquistate, ma senza andare tanto oltre… fino ai sedici anni… E qui ho imparato un’altra cosa: quanto sono difficili le donne… ci vuole pazienza…

Nei primi anni di frequenza della scuola superiore sembrava ci fosse addirittura una maledizione, l’isolamento non paga di sicuro e il pendolarismo ancora meno, rarissime le situazioni, le compagne di classe che mi piacevano avevano tutte un ragazzo molto più grande di loro…

I miei tentativi, specie mentali, non mancavano… le situazioni erano sempre poche… così conoscere Lya, mia coetanea (sei mesi più grande di me) fu un evento e anche casuale… Lei andava a scuola con il padre e la conobbi una di quelle rare volte che prendeva l’autobus per tornare a casa. Un martedì di marzo, il sette. L’avevo già notata il giorno prima, mi era parsa più grande della sua età, o comunque più grande di me… non passava certo inosservata; fisico prorompente messo in evidenza dal suo abbigliamento attillato, gonna corta, catalizzava attenzione e desideri… Fu come fu, si sedette accanto a me o io accanto a lei, cominciammo a parlare, fino a darci appuntamento per il lunedì successivo. Mi riconosco ancora nella frenesia e nell’impazienza, nell’emozione…

Quella mattina mi alzai prima del solito per non rischiare di perdere l’autobus. In classe non pensavo che a lei, all’incontro, alle strategie, componevo e disfacevo discorsi…

La attesi davanti alla scuola, uscì alle 12, restammo soli. A parlare fu soprattutto lei: aveva pochissime amicizie e non usciva quasi mai da casa, per cui non c’era da stupirsi se parlava come un fiume in piena… e se mi sembrava più ”ingenua” di me. Capii subito che mi ero fatto un’idea sbagliata di lei, da vicino apprezzai la sua bellezza, cercavo concordanze con il mio amore lontano.

Le mie strategie saltavano travolte dal suo entusiasmo… poi arrivò il padre e andò via… ma avevamo stabilito di rivederci…

La rividi di sfuggita un 17 venerdì, poi il giorno dopo… il mio pressing c’era. Ci vedemmo per circa un’ora all’uscita di scuola, parlava ininterrottamente e non c’era verso di portarla sui miei argomenti… ci vedemmo anche il lunedì successivo…

Il giorno cruciale fu il 24 marzo, eravamo d’accordo che le avrei scattato delle foto…

La presi alle otto a scuola, non ricordo se fosse una “vela” o qualche sciopero, ma il giorno arrivai deciso a dichiararmi… Mi trascinò sui soliti discorsi… Temendo che anche questa volta non riuscissi nel mio intento, la interruppi: “Vorrei dirti una cosa, ma ho paura di offenderti…”, “Cosa?”, “Mi piaci…”. Lei imbarazzata non sapeva cosa dire, nonostante io insistessi… Freddamente tornò ai suoi discorsi e cominciai a scattare delle foto nel piazzale di una chiesa di stile contemporaneo, poi ci dirigemmo verso la Fiera Campionaria, aperta in quei giorni…

Vi entrammo alle 9,30… continuai con gli scatti, poi incontrammo una sua amica – eventi che modificano i destini. Salimmo sulla terrazza di una delle palazzine per fare delle foto insieme, abbracciati… poi al Luna park. Entrammo nel “tunnel delle streghe”… pensavo che ormai era fatta… cercai di baciarla, la carezzai abbracciandola, era tutto un velluto… si divincolava e urlava… solo all’uscita seppi il motivo: un balordo del gruppo della sua amica tentò cose molto meno romantiche delle mie…

Appena si riprese divenne più dolce con me, nelle foto mi abbracciava, io la baciai… Pensavo fosse l’inizio della nostra storia, la salutai alle undici con questa convinzione.

La rividi tre giorni dopo, mi frenò con la scusa che stava per arrivare il fratello; il giorno dopo la vidi da lontano. Il 29 Marzo, mercoledì santo, ci incontrammo di nuovo dopo le undici, ma c’era la sua amica, facemmo un lungo giro, fino al circo… la feci ridere, lei mi parlò del suo diario, della sua amica lesbica… Non volle che l’abbracciassi, si fece solo tenere per mano. Le piaceva che io parlassi di argomenti piccanti, si divertiva… poi il gruppo aumentò e la situazione mi sfuggì…

Prendemmo il pullman insieme alla 14  circa… la invitai a ribellarsi contro la severità dei suoi che non la facevano uscire; mi promise di dare una risposta alla mia richiesta dopo le vacanze Pasquali. Feci sviluppare le foto, di venti ne riuscirono la metà, mancavano quelle cui tenevo di più.

La rividi il 7 aprile, quando mi portò in un market a fare la spesa; e il 12 aprile, in macchina con il padre, dovetti accontentarmi del suo sorriso, poi due giorni dopo. Tornai sull’argomento spinoso, insistetti anche tanto, ma lei non parlava… Le diedi le foto e considerai la storia finita… tuttavia ci vedemmo ancora e il 2 Maggio, per il suo compleanno, andai a farle gli auguri…

L’epilogo avvenne in una discoteca, dove andai con un’altra ragazza. Lei c’era, era riuscita a conquistarsi qualche libertà evidentemente, ma ci ignorammo… ero anche un po’ risentito… due mesi di tira e molla… misteri del mondo femminile… mai rivelati.

Album del periodo: Pawn hearts – Van Deer Graft generator, Terra in bocca – Giganti, Thick as a brick – Jethro Tull, Uno – Panna fredda, Flowers of evil – Mountains, Nursery crime – Genesis, La Bibbia – Rovescio della medaglia, Electric light orchestra (omonimo), Three friends – Gentle giant, 004 – Ekseption.

 (XVIII – 24.3)

maraus da te.

 

2 Responses to “Quel gran pezzo della Lya…”

  1. penny Says:

    Non è che l’amica lesbica era lei??

  2. AnnaSerenity Says:

    Una centrale nucleare di quarta , o anche terza, generazione, diretta da ingegneri nucleari, e non ingegneri elettrotecnici come a cernobyl, non solo la vorrei quì vicino, ma ci farei vivere anche tutta la gente che amo. Ci sono maggiori pericoli di inquinamento ambientale con altri sistemi, e rischio di catastrofi per l’incoscienza di chi sottovaluta il pericolo e agisce per interesse (vedi rifiuti). L’ignoranza in materia è molto profonda, a partire dal fatto che le centrali nucleari che ci forniscono energia sono al dilà del confine, e non sono sotto il nostro controllo . Se ti può essere di consolazione sappi che sono in fase di studio reazioni nucleari a partire dal Torio, con degradazione in isotopi a basso tempo di vita, quindi che non generano scorie radioattive.. Con un pò di pazienza si risolverà anche questo problema. Ciao, Anna


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