DELLA COMPOSIZIONE DEL MONDO

quaestio de aqua et de terra

Inter vs Borussia Moenchengladbach 31 Gennaio 2009

Archiviato in: flashback — measumma @ 11:44 pm
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Sono tifoso dell’Inter dall’età di sei anni, credo di averne già parlato. Si tratta ormai di un fatto culturale, a sei anni non potevo saperlo, ma il destino mi ha avvicinato ad un club di cui posso essere fiero, anche per ragioni extra-calcistiche, cito solo il sostegno a Emergency.
Da allora l’Inter avrà giocato qualche migliaio di partite, di queste, solo alcune restano nella memoria, che si tratti di vittorie o sconfitte.
Indimenticabile è sicuramente il primo confronto in Coppa dei campioni con il Borussia Moenchengladbach; un triplice confronto tipicamente da Inter, un crogiolo di emozioni, rabbia, speranze, meraviglia, esaltazione, gioia…
La squadra tedesca non era molto conosciuta, l’Inter era favorita, ma sappiamo anche che non è squadra da vincere senza far fremere i propri tifosi fino alla fine (basti citare l’ultimo scudetto, lo storico confronto con il Livepool o i due scudetti persi all’ultima giornata dopo aver dominato il campionato).
Quel 20 Ottobre l’Inter giocò il primo turno nella piccola città tedesca di Moenchengladbach, appunto; non ne andò bene una… vedere quel 7 a 1 finale in favore del Borussia sul giornale, infondeva un senso di incredulità, come fosse uno scherzo dell’edicolante.
Giocarono: Vieri, Oriali e Facchetti, Bedin, Giubertoni e Burgnich, Jair, Fabbian, Boninsegna, Mazzola e Corso. Il Borussia andò in vantaggio, ma Boninsegna pareggiò al 21° del primo tempo. Ancora goal del Borussia… e poco dopo il giallo. Era il 30° del primo tempo. Boninsegna, che si trovava nei pressi delle panchine, venne colpito alla testa da una lattina di Coca Cola (piena) lanciata dalla tribuna, svenne e si riprese solo dieci minuti dopo… intanto lo sostituì Ghio e il proiettile venne consegnato all’arbitro.
La squadra crollò e in meno di un quarto d’ora subì altri tre goal: 5 a 1. Nella ripresa Bordon sostituì Vieri, Corso venne espulso (poi squalificato per un anno), Jair si stirò e l’Inter finì in nove e con un passivo di 7 a 1. Praticamente era già fuori dal torneo e con un passivo che al di là di come era maturato, bruciava tanto.
Il giorno dopo i giornali ipotizzarono tra l’altro uno 0-3 per l’Inter, per quanto era accaduto; giorni di apprensione, nulla di certo, anzi la stampa cominciò a sostenere che il 7-1 potesse essere omologato, amarezza e speranza si susseguivano.
Il 29 ottobre, insieme alla squalifica di Corso, arrivò l’annullamento della partita, che si sarebbe dovuta ripetere il primo dicembre in campo neutro (Berna). Sollievo e voglia di riscatto.
La partita di ritorno si giocò a Milano il 3 Novembre. Fu una vera e propria battaglia calcistica: l’Inter fece una partita rabbiosa e il risultato finale 4 a 2, rese solo in parte giustizia: recriminazioni per l’arbitraggio, rigore non dato, occasioni mancate.
Al 13° l’Inter era già sul 2 a 0 (segnarono Bellugi e Boninsegna), a fine tempo segnò il Borussia. Così fu nuova rabbia e all’inizio del secondo tempo Jair segnò il 3-1. All’89°, per non smentirsi, l’Inter andò sul 3-2, risultato pericoloso, ma Ghio al 90° ristabilì il doppio vantaggio. Ero soddisfatto della reazione dell’Inter, ma non del risultato.
Rispetto all’andata c’era Bordon titolare, Frustalupi al posto di Corso, Bellugi al posto di Fabbian (che entrò nella ripresa al posto di Oriali), mentre Ghio a metà ripresa rilevò Jair.
Il 10 novembre si decise sul ricorso del Borussia, quindi altri momenti di ansia… ottennero solo che si giocasse a non meno di 100 km. da casa… e sarebbe stato a Berlino… peggio per l’Inter…
Finalmente arrivò il 1 Dicembre, partita classica per l’Inter, tifosi in sofferenza fino alla fine e di più. Rispetto a Milano, mancava Jair sostituito da Ghio, cui subentrò Pellizzaro a metà ripresa.
Il Borussia attaccava freneticamente, l’Inter con il tempo riescì a contenerla, ma al 23° l’arbitro (sfacciatamente di parte) si inventò un rigore… panico… Bordon parò splendidamente (migliore in campo). Nella ripresa l’Inter gestì il risultato e si qualificò. Era andata, ma il tifoso dell’Inter vorrebbe sempre vittorie sonanti. Così l’incontro diventò una classica a livello europeo.
Per il resto vivevo l’amore con I. con cui scambiavo lunghissime lettere. Su quella scia avevo cominciato a corrispondere in inglese con una ragazza tedesca, Marina S.
Da due anni avevo preso a scriver versi. I miei gusti musicali si spostavano verso il progressive, che peraltro muoveva i primi passi. I miei singoli preferiti erano: Jesus di Jeremy Faith e coro, La prima goccia bagna il viso dei New trolls, ma mi muovevo ancora in qualcosa di leggero come Battisti, T. Rex, Demis Roussos e altri passati presto nel dimenticatoio.
(71XXO)

lattina da te.