“La miseria degrada la persona umana ed è un’ingiuria al Creatore e al Padre”
Helder Camara, vescovo di Olinda e Recife (Brasile) 1909-1999
Dal sacro al profano, a volte è necessario per compensare… Nel mio diario di seconda superiore trovano spazio entrambi. In una paginetta mi ero avventurato in dei flash sulle mie compagne di classe, che spudoratamente riporto, per amor di verità, in ordine di gradimento orgasmico.
Purtroppo il successivo triennio l’ho dovuto affrontare in classi maschili, quasi una tortura…
Ecco la hit:
Marina la bella: bellezza imbarazzante, molto generosa nel mostrarsi e nel concedersi… (già protagonista del post “Marina’s flashback”). Non ho dimenticato le sue morbidezze, il suo seno velluto, come se quella carezza si fosse eternata, la sento ancora… T.n.r.
Anna Maria la veleggiante: è legittimo il pudore in un blog? Su di lei potrei scrivere tanto, per ora mi limito a ricordarla… bellissima, giunonica, cosce da favola, strusciate da deliquio… R.
Susanna la bona: cosce da thriller offerte generosamente a noi poveri ragazzini, insieme a una quarta di seno, fasciata pelle seta. Amava essere guardata… sportivamente. Molto gentile con me, gradevoli i suoi apprezzamenti. R.
Angela la sognatrice: che tempi! anche lei costantemente cosce all’aria… Il suo ultra romanticismo spesso ci gelava gli ormoni. Registro alcune carezze e l’esser stato ad un palmo dalla sua bocca.
Andreina la simpatica: siamo già alle simpatie, ma a posteriori direi che le valutazioni di allora erano deficitarie… Tanto feeling, tante carezze e lei sempre sorridente… N.r.
Gemma la piccola: un reciproco corteggiamento senza sbocchi concreti per qualche sorta di prevenzione e di riserva… Carezze e tanto giocare… Ci si è sviluppata “in diretta”… N.r.
Isabella la leggera: il primo anno insieme non la vedevo proprio, ad un certo punto del secondo cominciai a farci un pensierino e forse è stata quella più vicina al flirt, avrei dovuto cogliere l’attimo quando mi voleva e mi faceva espliciti complimenti, io invece andavo a caccia di farfalle. Devo precisare che l’attributo è dovuto ai racconti boccacceschi della sua “amica” Marina… N.r.
Velia la mamma: coscia della classe per antonomasia, ma non mi turbava… sguardi e carezze, ma era soprattutto la più amica. Passionale e sensibile. R.
Olivia la delusa: la più grande della classe, l’unica promossa a Giugno tra le donne, single; diciamo che come cosce la classe era da oscar, anche le sue molto “satyriche” e conturbanti… R.
Cristina la brutta: si difendeva mostrandosi, ma nulla da dichiarare. Fama di incensatrice… R.
Visto che ci sono, faccio lo stesso gioco con le compagne del primo anno, anche se non è la stessa musica:
Anna, l’angelo: bella “da morire”, impossibile, solare, mi apprezzava, ma seguiva la corrente snob (di lei ho già detto nel post “Tre Anne“);
Roberta, la snob: il mio tipino, gradevolissima, molto snob, anche se non impossibile;
Donatella, la sufficiente: molto carina, con un’aria di superiorità, “capo” snob, forse per questo a volte disponibile e dialogante;
Lucia, l’estroversa: molta interazione all’inizio, poi semicoinvolta dalle snob, cosce all’aria;
Andreina (vedi sopra)
Luciana, la bona: sportiva, viso un po’ androgino su un bel corpo, capelli corti. Molto feeling con lei, rapporto sempre positivo di reciproca simpatia;
Gemma (vedi sopra)
Maria Paola, la piccoletta: sufficientemente graziosa, del “gruppo” antisnob, molto appartata, rapporti limitatissimi;
Isabella (vedi sopra)
Mariangela, l’incognita: antisnob, poco interessante, rapporti quasi inesistenti;
Rita, il cavallo: snob senza physique du rôle, atteggiata senza poterselo permettere, antipatica, in conflitto;
Gilda, la bruttina: del terzetto antisnob, un po’ per conto suo, rapporti inesistenti.
Checché se ne dica le classi miste sono salutari… possono cambiarti la vita…beati i misti-ci!
(71IGi)



