La strega
Tu non puoi vedermi correre,
io sto veramente scappando dalla mia vita;
indovina da dove sto venendo?
Indovina perchè sto scappando dalla mia vita?
Tu non puoi vedere la strega che sta al mio fianco.
Tu non puoi vedere il mio terrore.
Sento ovunque la sua voce gridare;
chissà cosa ho fatto?
Devo aver fatto tanto male se una strega se ne cura.
Tu non puoi vedere la strega che sta al mio fianco.
(The witch – Rattles …albori del deutsch-rock)
L. & M. le vedevo solitamente per l’appuntamento fisso della maggiore festa del paese.
Quand’era più piccola M. mi guardava dal basso e non parlava mai, era carina, l’avevo proiettata nel futuro… finchè per Ferragosto, due anno dopo, mentre mi apprestavo a compiere un avventuroso trekking serale sull’altopiano, seppi che era già tra noi.
Alla vigilia della festa facemmo delle foto insieme, per la festa stemmo sempre vicini, raggiungendo un certo feeling, una familiarità nuova con tante “litigate”, dolci litigate, schiaffi che celavano carezze, sorrisi, abbracci sentiti, condivisione, feeling, scambio di feticci. Maturarono tanti ricordi, fino ai primi baci rubati, poi accettati… baci di adolescenti, ma la vedevo già donna.
Per lei composi dei versi. I primi, relativi alla situazione descritta, sono raccolti nel brano “Un sogno”, che inizialmente portava il suo nome ed era stato strutturato sulla metrica di una hit del tempo, di cui ora mi sfugge il titolo, suppongo si trattasse di bubble gum music.
(70VIIIS)

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