DELLA COMPOSIZIONE DEL MONDO

quaestio de aqua et de terra

Un’esperienza nuova… 24 Febbraio 2008

Archiviato in: flashback — measumma @ 12:22 am
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Un capodanno proverbiale
Ab Alas, 31 dicembre… tentativo di alcuni sedicenni di superare lo scoglionamento imperante… raindrops, deserto, freddo, bar dall’aria irrespirabile, puzza di fumo e alcol, ragazze chiuse in casa, sfida alle colonne d’Eracle…
Mangiare e bere, un po’ di musica, locale storicamente multifunzionale (abitazione, consultorio, sede politica, dancing, ritrovo, sala prove…)… tra note musicali, carte e frizzantino, si appropinquava la mezzanotte…
Quattro, ognuno con un proprio ministero, il mio di accogliere l’anno nuovo in musica… lo salutai con Venus (Shocking blue). Brindisi, non riuscivamo più a stare lì e uscimmo.
Tappa a casa mia, deposi la musica e sporcammo birra e spumante con sambuca… di nuovo in strada, l’allegria era in aumento, cantavamo… A casa di Comite, ancora vino… e ancora pioggia fitta… tra i vicoli per casa di Berenga, ove superammo il limite. Comita dormiva, io davo già i numeri. Sosta lunga, musica e caffè…
Al centro altri gruppetti di balordi; poi al campo e davanti a casa di Simy, anche lei alticcia… Goantine ispirato dai cartelli stradali ci avviò verso la campagna… ripioveva… Incuranti di nulla, come in un comic reality, giungemmo al borgo vicino…
Comite taciturno compì una bravata nei pressi della chiesa. Barcollavo, ma ragionavo, lo ripresi, ma feci la stessa cosa nei presi di un uscio.
Marcia verso est, presto ancora in campagna, un borgo nuovo era distante diversi chilometri, protestai. Pioveva, Comite dormiva e si trascinava, scivolò su un mucchio di ghiaia, ma non cadde, nonostante gli occhi chiusi…
Berenga e Goantine erano lucidi, ci sostenevano. Il taciturno Comite da lì in poi cominciò a dire cazzate, a cantare… ma sempre con gli occhi chiusi. Io ero più eloquente e rimproveravo i due che se la ridevano alle nostre spalle e quando decisero di prendersi una pausa, bagnando la pioggia, Comite uscì fuori strada, guadagnando i campi alla cieca… intervenne Goantine; ma la cosa si ripeté: Comite attraversava i campi ad occhi chiusi senza cadere, i due lucidi lo inseguivano, l’altro resisteva e rispondeva a domande tendenziose in modo ridicolo, intercalando con “Amiluccu!” Berenga e Goantine crepavano dalla risate, io in strada non capivo cosa stesse succedendo.
Comite divenne ancora più vivace, Goantine gli faceva da spalla divertendosi. Lo difendevo in sardo, ma lui rispondeva in modo sgrammaticato in italiano.
Eravamo giunti in un altro paese… Comite parlava di metropoli… ci tirava da parte e in vista del cimitero disse “Ecco, andiamo alla mia villa…”
Goantine a Comite: “Là c’è una ragazza affacciata alla finestra…” e lui, “Dai andiamo!”
“C’è il fotografo, sorridi…”, spalancava gli occhi per vedere creando situazioni di ilarità… Gente che ci voleva picchiare e lui si rimboccava le maniche, schizzi d’acqua, tua moglie, tua figlia… “Che ti frega a te di mia figlia!”
Ci fu anche un tentativo di “macchina della verità”: “Chi ti piace di più Simy, Nico o Miry…?” “Sa fica”… fu la diplomatica risposta…
Giungemmo a un ulteriore paese vicino, la mia sbornia era passata, volevo continuare a camminare verso un quarto paese… si decise con delle giravolte che indicarono la strada del ritorno…
Nel secondo paese visitato, trovammo un fuoco e ci accostammo, il paese era deserto… Comite estrasse le sigarette, gliele prendemmo noi tre… se non lo avessimo fatto fumare sarebbe rimasto lì e comunque voleva portare il fuoco con noi…. Quando si rialzò, appena in strada, scivolò nella cuneta e disse “porc un can, avevo dimenticato di avere le gomme lisce…”. A noi che ridevamo già per la scivolata, subentrò una seconda e più forte risata, che si scontrò con la prima, un riso di quelli irrefrenabili e contagiosi, da mal di pancia e perdita della voce.
Pioveva molto e ci riparammo sotto il balcone del bar chiuso. Comite si addormentò. Attendemmo il suo risveglio per riprendere la strada verso casa. Ci accorgemmo allora che Comite non si era reso conto che eravamo a 7 km di distanza e ripeteva insistentemente di portarlo a casa; stava smaltendo la sbornia e non credette dove eravamo: “Sa justitzia si tirit, mi nc eis portau a casinu!”, ne credette al racconto di tutto ciò che aveva combinato strada facendo.
Arrivammo a casa alle cinque del mattino… potei andare a letto solo alle sette, cercando di rimettermi in sesto dalla doccia naturale di oltre quattro ore. Mi alzai alle dieci. Un capodanno indimenticabile, irripetibile…

Si ascoltava in quei mesi: Fly me to the earth - Wallace collection, Never marry a railroad man - Shocking blue, Groovin’ with mr. Bloe – Mr. Bloe, Lola - Kinks, Super star - Flora fauna cemento, Osaka - Shoes, Back in the sun - Robert long & Unit gloria, About to die - Procol harum.

(71IGe)

 

One Response to “Un’esperienza nuova…”

  1. Verdier Says:

    stupito del fatto che qualcuno possa conoscere Robert LOng & Unit Gloria!!!

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