Il vento ci sorprese stesi sull’erba,
infierì sulle nostre labbra tremanti
che per proteggersi si unirono.
Una sconosciuta sensazione mi rapì,
ti strinsi fino a farti male.
Vinta, ti lamentasti e lottasti,
poi ti arrendesti al desiderio impetuoso.
Il piacere mi stordì, confuse parole…
… e mi sfuggisti all’improvviso
spegnendomi un bacio ancora tiepido.
Privo di energie per riprenderti.
Non tardò a giungere l’alba,
e con essa riebbi la tua anima,
prigioniera del destino, io libero.
Non so nulla di questo abbozzo pre-poetico.
“Ode al vento di ponente” è l’unica annotazione, puramente declamatoria.
(70XVIIIMar)



